venerdì 23 gennaio 2009

Un mese di campionato e...

Sfidando i record mondiali di pubblicazione sono a raccontarvi le mie sensazioni dopo circa un mese di campionato (2 partite, bilancio 1-1), un campionato che segna il mio ritorno sui campi, un evento che ho aspettato per un sacco di anni, con la promessa (e mi ripeto, a costo di essere noioso) che sarei tornato a giocare solo per la MIA squadra, Caravate (e l'aggettivo possessivo sta a significare la forte appartenenza geografica, non che la squadra vive grazie a me...)
Fino ad ora sono stato impiegato per circa 10 minuti a partita, per un bilancio che parla di 1 punto (25% dal campo e 0% ai liberi), un rapporto perse/recuperate pari a 0, 1,5 falli fatti e 0,5 subiti, 1 assist e 3,5 rimbalzi…ci sarebbe anche la “mia” personalissima statistica degli sfondamenti subiti, ma siccome non rientra in nessuna voce ufficiale non lo conteggio…queste due partite mi hanno detto alcune cose: che devo lavorare molto sul piano partita, perché non sembra ma il non aver giocato un campionato da circa 10 anni (non so neanche più da quanto…) si fa sentire; poi devo entrare già da subito molto più grintoso e sgomitare (ho notato una tendenza, soprattutto in attacco, a star fuori dall’area, a discapito dei rimbalzi offensivi), in modo da rendere difficile il compito del mio avversario diretto…
Quello che posso dare alla squadra mi è chiaro, di sicuro non sono 20 punti, non è mai stato il mio mestiere e non mi viene chiesto quello…il mio obiettivo sarebbe arrivare a giocare a 15/20 minuti a partita (cosa che adesso non riesco a garantire), portare alla causa almeno 5/6 carambole ad allacciata di scarpe, qualche punticino con medie di tiro accettabili (e soprattutto segnando i liberi!!) ed una buona dose di grinta e carica, per me e per i miei compagni…Il sogno sarebbe una doppia-doppia, casalinga, ovviamente a contorno di una vittoria, perché se no i numeri individuali non contano una mazza…
La tecnica non è dalla mia parte, ma credo di avere tanto cuore...e i miei modelli cestistici credo assecondino questa mia affermazione...(Rodman e Zanus su tutti).

venerdì 16 gennaio 2009

esageriamo?

Il titolo è relativo al fatto che questo è già il secondo post nello stesso giorno il che, per i ritmi del blog è decisamente insolito...ma questa era troppo bella per non essere riportata:

Si dice che l’attacco fa vendere i biglietti e che la difesa fa vincere le partite. L’attacco è espressione di esplosività fisica, di potenza, di coordinazione; per la difesa questo non basta: serve concentrazione, calma, ragionamento.
Perche' in area devono faticare se vogliono entrare, e se proprio devono attaccare da lontano, devono farlo nelle peggiori condizioni possibili: niente piedi a terra, niente secondi per pensare cosa fare, per prendere le misure, per guardare a chi passare, per pensare se penetrare. Il play avversario guarda i suoi uomini, guarda come si muovono, guarda la difesa come si adegua. Tu in difesa devi guardare il tuo uomo, devi guardare chi taglia, devi guardare il tuo compagno che sta già pensando a cosa fare il prossimo attacco, e allora devi andare in aiuto, perché prima del prossimo attacco, che comunque ci sarà, c’e’ l’area da difendere.
Il canestro è solo, a volte ti da una mano, a volte congiura contro di te, e non potendo mai sapere cosa farà, è tuo dovere non dargli neanche l’opportunità di scegliere. Il cronometro deve essere un suo nemico, non il tuo. E poi, alla fine, mentre pensi a tutto questo, devi entrare nella testa di chi sta per passare, perché in quella frazione di secondo in cui la palla lascia la sua mano tu devi far il possibile per intercettarla, per lanciare il contropiede, per andare in attacco, per vendere i biglietti. Ma tutto parte da quella frazione di secondo, perché è in quel preciso istante, che stai vincendo la partita.

PENSIAMO A VINCERE, POI NE PARLIAMO...

giovedì 15 gennaio 2009

anno nuovo...nuova veste!

Un millennio di tempo dopo l'ultimo post, e dopo un'accurato restyling, sono di nuovo a postare qualcosa sul mio blog...un blog nato per caso e che porta il nome del personaggio più affascinante del mondo dei Nativi americani, un uomo che ha incarnato il sogno della sua Nazione, e che per alcuni è addirittura la reincarnazione di Gesù (anche lui è morto a 33 anni...): Cavallo pazzo, condottiero degli Oglala Sioux nella lotta contro gli usurpatori dalla pelle bianca, ed artefice di due delle più importanti vittorie riportate dagli Indiani contro le "giacche blu": il massacro della colonna di Fetterman ed il celeberrimo scontro del Little big horn.
Cambiando discorso, in questi due mesi io ed il buon Franz abbiamo portato avanti il blog della seconda divisione, poi è iniziato il campionato con una mazzuolata epocale (-32 sul campo di Varano) e quindi il tempo è stato quello che è stato...con l'anno nuovo speriamo di poter aggiornare più spesso il blog!