sabato 9 febbraio 2008

the diesel tra i cactus!!!!

Da paura...se funziona, questa trade rischia di diventare una roba quasi illegale...ma ve lo vedete M.D.E. (most dominant ever) che gioca a due con Steve Nash? O una front line che schiera man of steel e Amare Stoudamire?
Certo, poi bisogna vedere se Shaq ha ancora il fisico integro...xò è un rischio che correrei volentieri!

giovedì 7 febbraio 2008

basta che curi il postino, no?

...e non aggiungo altro...
anzi, sì, aggiungo un'altra perla dello spogliatoio...
"NON E' BELLO ESSERE BAGNATI, MA NON E' BELLO ESSERE APPICCICATI..."

lunedì 4 febbraio 2008

BASKET = POESIA IN MOVIMENTO

La NBA è lo spettacolo, rapporto intenso, passionale, eterno. E’ un amore così grande che la NBA ogni anno organizza un weekend di festa per auto-celebrare la propria unica espressività d’intrattenimento.
Certo, oggi ogni sport ha il proprio All Star Game, ma diciamolo chiaramente : la festa del basket è la più bella. Perché ? Il basket è poesia in movimento. Tesi che vuole essere spiegata.
Ci sono tanti sport spettacolari, anzi, qualsiasi sport è spettacolare, a cominciare dal calcio dominatore assoluto nel nostro paese. Maradona accarezzava il pallone, Ronaldinho oggi ci balla insieme la samba. Spettacolo, anzi, grandissimo spettacolo.
Ma il basket è un'altra cosa. Nelle vette più alte di entrambi gli sport decidete voi perché anch’io sarò sempre indeciso, se è più bella la galoppata di dribbling di Maradona in Messico o Michael che vola contro i Lakers nelle Finals del ’91 (finse di schiacciare, poi restando in aria appoggiò in layup di sinistro).
Il discorso è un altro, è un discorso globale. Io penso che il basket abbia più elementi di spettacolarità, perché è uno show più vario, fatto di giochi atletici ma di prodezze tecniche, di ragazzi alti 1 e metro e 60 o 2 metri e 30 che con una palla in mano sanno fare di tutto.
In TV lo show più autentico, quello per intenderci del sabato sera si chiama non a caso varietà. Canzoni, balletti, gag comiche, interviste ai vip, “giochi innocenti” e Pippo Baudo che conduce in autobus gli spettatori che dai finestrini hanno appena visto le case sgarrupate del Pallonetto a Santa Lucia e ora mirano il mare e Napoli tutta dalla collina di Posillipo.
Nel basket ci sono assist, rubate, stoppate, tiri sulla sirena, i clutch shots (i tiri che fanno vincere una gara), penetrazioni delle più varie che possono terminare con layup, magari anche rovesciato, oppure con una schiacciata, e qui le forme che questo gesto può prendere si aprono alle più fantasiose soluzioni.
Il basket è poesia in movimento perché la poesia sa essere lirica e decantare le bellezze della vita o di denuncia, e farsi testimone così di un mondo infermo, che ha bisogno della scossa che solo le belle parole che evocano immagini gli può dare.
Il basket è poesia in movimento perché la poesia per me non è un’arida lista di parole che possono capire solo gli intellettuali ma la creazione più pura perché più immediata…due parole…tre…si evoca un immagine…è creatività immediata, istantanea e per questo riflessiva solo del nostro istinto, cioè del nostro talento più profondo che con la poesia emerge in suo piccolo pezzo.
E parla a tutti lo spettacolo del basket, nel godimento di un canestro sudato perché i ragazzini con la riga in mezzo di Princeton hanno ben eseguito i backdoor o in gesto forse inventato così, unica lucida follia… e white chocolate un giorno passò il pallone all’indietro con un colpo di gomito. Colpo di genio, e cosa che su un prato verde non vedrete
MAI.
Aggiungo una cosa…se in una partita di calcio che finisce 1-0 al momento del gol ti passa davanti il bibitaro ti sei giocato il prezzo del biglietto e non hai neanche visto la rete, se in un palazzetto ti perdi un canestro, minimo ne vedi altri 50…
I LOVE THIS GAME.
P.S. Scusa Franz, ma era troppo bella...