venerdì 7 novembre 2008

la vera amicizia non conosce limiti...

Non servirebbero neanche parole per descrivere il filmato che segue, ma per chi non conosce l'inglese (in breve) questa è la storia di un cucciolo di leone (Christian) che viene allevato da due ragazzi i quali, una volta che Christian ha raggiunto la maggiore età, lo devono rimettere in libertà...il finale è quello che è accaduto circa un anno dopo, quando i due giovani sono andati a cercare il loro amico speciale nel suo habitat naturale...ogni volta che lo guardo ho la pelle d'oca...

giovedì 6 novembre 2008

la speranza...

Finite da poche ore le elezioni americane più seguite dagli Stati Uniti stessi ma anche da tutto il mondo e che hanno incoronato Barack Obama come 44 presidente degli USA, sono a scrivere questo post affiancando due dei personaggi che a mio modo di vedere sono dei più carismatici che la politica di oltre oceano abbia avuto...Obama stesso e John Fitzgerald Kennedy, presidente assassinato a Dallas nel 63 da non si sa ancora bene chi.Durante questa interminabile campagna elettorale i loro due nomi sono stati accostati più di una volta, vuoi perche Barack è giovane come lo era JFK, vuoi per le idee politiche o per essere "il presidente di tutti", ma personalmete speravo che la vittoria arridesse al candidato democratico perchè, già dal primo sguardo, mi è sembrata la persona giusta per risollevare le sorti di un Paese che due mandati del cowboy Bush hanno gettato un po' allo sbando; un uomo prima che un politico (che nel suo primo discorso dopo le elezioni è riuscito a dire parole che solo Lincoln, 150 anni fa, aveva pronunciato) che racchiude nella sua persona il sogno di tutte le minoranze e dei "più deboli", una persona che antepone il popolo ai propri interessi, insomma...e mi ripeto, un Uomo che merita di poter lavorare in pace, cosa che a Kennedy purtroppo non hanno lasciato fare.

martedì 4 novembre 2008

preghiera indiana

Wakan Tanka, Grande Mistero,
insegnami come fidarmi del mio cuore,della mia mente,
delle mie conoscenze profonde,dei sensi del mio corpo,
della benedizione del mio spirito.
Insegnami a fidarmi di queste cose
così potrò entrare nel mio Sacro Spazio
e amare oltre la paura,e così camminare nella Bellezza
con il passare di ogni glorioso sole.

lunedì 3 novembre 2008

tutto è un cerchio

Voi avete notato che ogni cosa fatta da un Indiano è in un cerchio. Questo succede perché il Potere dell'Universo agisce secondo dei cerchi e ogni cosa tende ad essere rotonda. Nei tempi antichi, quando eravamo un popolo forte e felice, ogni nostro potere derivava dal cerchio sacro della Nazione e, per tutto il lungo periodo in cui non venne spezzato, il nostro popolo prosperò....Tutto ciò che il Potere del Mondo compie è realizzato in un cerchio.Il cielo è rotondo e io ho sentito dire che la terra è rotonda come un pallone e che anche tutte le stelle lo sono. Il vento, al colmo del suo furore, forma dei vortici. Gli uccelli costruiscono i loro nidi facendoli a cerchio perché hanno la nostra stessa religione. Il sole sorge e tramonta disegnando un cerchio. La luna fa lo stesso ed entrambi sono rotondi. Persino le stagioni, nel loro alternarsi, formano un grande cerchio e tornano sempre al punto di partenza. La vita dell'uomo è un cerchio dall'infanzia all'infanzia, ed è lo stesso per ogni cosa che il potere anima.

Alce Nero (dicembre 1863 – agosto 1950)

giovedì 30 ottobre 2008

racconto...

Oggi mi è capitato tra le mani un racconto che avevo scritto per il sito Moto-Guzzi.it a seguito della mia visita allo stabilimento Guzzi a Mandello del Lario e mi son detto "perchè non pubblicarlo sul blog?"..detto fatto, eccovelo riportato di seguito...

28/03/2007, oggi è in programma la visita alla "Mecca" di un Guzzista che si rispetti, al posto che un appassionato del Marchio dovrebbe visitare almeno una volta nella vita: il museo della casa dell'Aquila.
Ore 7:45, la sveglia suona come tutti i mercoledì mattina e come al solito pipì, doccia e colazione, pronti per poter essere in ufficio per le ottoemmezza. In studio la mattinata vola via stanca, sinceramente la voglia di lavorare non mi uccide, anche perchè la mente mi corre spesso al "dopo", al pomeriggio...grazie a Dio arrivano le 12:30 e tempo mezz'ora Carlo passerà a prendermi, in moda da poter essere in quel di Mandello con un buon margine d'anticipo rispetto agli orari del museo e poterci concedere una sana magnata prima di immergerci nella storia.
Le tredici zero-zero e partiamo spaccati come degli orologi svizzeri, optando per la via Como-Erba-Lecco anziché per l'Autostrada; strada facendo il tempo sembra anticipare le nostre mosse, tanto che il sole che prima intiepidiva piacevolmente l'aria lascia pian piano spazio a dei nuvoloni scuri che promettono pioggia e poco altro..."Bhe, evidentemente le visite a Mandello e il sole non vanno esattamente d'accordo" penso...come se non bastasse all'acqua che comincia a punteggiare il parabreza fa da degno compare un traffico buono per la migliore ora di punta, un traffico pigro, carico di camion e di "impediti", che trovano un'alleata formidabile in una viabilità ricca di rotatorie (nuove o addirittura in via di costruzione) e di semafori.
Così, tra la pioggia più o meno incessante e code più o meno scorrevoli ci avviciniamo più all' "ora X" (le 15:00 apertura del museo) che a Mandello, complice anche uno svarione del sottoscritto nelle vesti di navigatore (fuori dalla SS prendere per Lecco centro!)...insomma, tempo di rimetterci sulla "retta via" grazie alla buon'anima di un postino e le tre sono già belle che passate da una decina di minuti, quando la sorte decide di mandarci un segno benevolo facendo spuntare dei raggi di sole dal cielo grigio e mostrandoci, sulla destra, il cartello di ingresso del paese che fu Mandello Tonzanico...ok, ormai ci siamo, ora manca davvero poco...e infatti alcune curve, un paio di gallerie e sulla sinistra, lungo il lago, la sede della "canottieri Moto Guzzi" ti fa capire che ormai ci sei per davvero, che sei già dentro ad una gloriosa storia di cui forse non sei neanche troppo degno, ma non ho neanche il tempo di pensarci troppo a queste cose, perchè oltre la grande rotatoria (l'ennesima) spicca la grande tabella rossa, con l'Aquila dorata e la scritta "STABILIMENTO" mi dà la conferma che siamo praticamente arrivati...curva sotto il ponte della ferrovia e sulla destra la vedi lì, con quei muri di quel giallo inconfondibilmente giallo, per chi l'ha vista e immaginata mille volte in foto, quei muri che portano ancora le "ferite" dovute allo sfregio di poche settimane prima, per mano di una banda di sedicenti brigatisti, quei muri che, lo sai, racchiudono un sapere, una storia, un'aria che non vedi l'ora di poter fare un po' tua.
Attraversata la strada varchiamo il grande portone rosso recante l'insegna dorata e ci infiliamo tra i capannoni dell'officina e gli uffici (credo), e già l'essere lì dentro per me è un'emozione indimenticabile: sono a casa della mia moto...una ventina di metri e sulla sinistra la porta incorniciata di rosso e la scritta "MUSEO MOTO GUZZI" ci invita ad entrare...oltre la porta a vetri ci accoglie un V11 coppa Italia in veste pistaiola, un gran bel vedere ma, proseguendo a destra si spalanca la porta del tempo e si torna indietro di 85 anni....racchiusa in una teca di vetro, su una bandiera rossa con le insegne di casa, fà da padrona di casa l'avvenieristica (per i suoi tempi, chiaramente) G.P. 500, che personalmente immaginavo decisamente più piccolina; oltre il piccolo atrio dedicato a lei inizia il primo dei corridoi nei quali cammini circondato da vallette di prim'ordine, di quelle che rubano la scena al conduttore...Normale, Norge, C2V e C4V (anche da corsa), il poderoso Condor (160 Km/h con 28 cv nel '38...), l'avvenieristico 250 compressore, la Tre cilindri (altra bella belva) e il fantastico Dondolino (ammetto di aver perso la testa per questo gioiello...); fine della prima "camminata della gloria", ma prima di uscire c'è spazio per quattro motori che fanno bella mostra di sè tra cui lo studio del 250 compressore ed un 500 bicilindrico a "L" raffreddato ad acqua (del '37!) che rimanda decisamente a quello utilizzato poi dalle Ducati.
Salendo le scale si sbuca in una stanza illuminata dai finestroni del capannone che riproduce lo studio in cui lavoravanzo i fondatori (un'atmosfera molto suggestiva) ed all'interno della quale troneggia la statua del "mito" Tenni, pilota che ha contribuito a dare fasto alla Guzzi negli anni delle competizioni, oltre a vari "cimeli" come l'originale della lettera con cui Emanuele Parodi dà al figlio Giorgio il benestare per il capitale iniziale della fabbrica e lo spaccato di un motore monocilindrico.
La seconda passeggiata d'onore si apre con il Gambalunghino ed il Gambalunga, accompagnati da altri mostri sacri delle corse come il Due cilindri, la 350 campione del mondo nel '55, la complessissima 2 cilindri 500, e le due carenate 350 e 500 monocilindriche a cui fanno da degne spalle i modelli della produzione di serie come l'Airone, il Falcone, la Lodola, il Galletto, l'intramontabile "Guzzino",lo Zigolo ed il primo Stornello 125, più svariati prototipi come il simpatico Tre ruote.
Varcata la porta si è accolti da una specie di "Dune buggy" blu a tre ruote, ovviamente bicilindrica, e poi inizia la parentesi "militare" con il SuperAlce, Falcone e Nuovo Falcone, V65 Polizia Municipale ed il bluissimo T5 dell'Arma (fotografato apposta per il buon Diego...).
La parentesi delle moto e motorini '70-80 quasi passa inosservata (non foss'altro per la sorella gemella del mio Stornello, x il V1000 idroconvert, e la fantastica Daytona Dr. John) perchè non vedo l'ora di scendere di nuovo dabasso, dove immagino ci siano le moto che adoro (V7 special, LeMans 1) ma soprattutto LEI...la regina del motociclismo mondiale, colei che è destinata a rimanere un esemplare unico nella storia delle due ruote...la mitica V8, la otto cilindri 500 amata da Bill Lomas.
Lo stanzone al piano inferiore accoglie diverse macchine da record nonché il "mulo meccanico" degli Alpini, ma lo sguardo non può far altro che puntare deciso su di LEI, vestita con quel suo bel vestito bombato verde e alluminio, con quel numero 1 impresso nell'ovale bianco, con quel suo motorone che fa bella mostra anche lui lì davanzti, sulla passerella d'onore rialzata...sarà la deformazione professionale ma mi perdo nell'osservare la tavola ideata dal genio di Giulio Cesare Carcano, disegnata e sottoscritta da Umberto Todero, come se guardandola potessi carpire qualche segreto...ah, già...verso l'uscita ci sono anche loro, quasi mi dimenticavo...sulla destra il V7 special fa il suo figurone, mentre di fronte a lui si dividono la scena la LeMans, il Cali 1 (visto Enzo?) ed un paio di esemplari da pista.Sul muro, per la serie "non facciamoci mancare niente" sta appeso pure un bicilindrico a V (ma va?) ad uso aeronautico...Purtroppo l'uscita del tempio è davvero vicina, ma c'è ancora il tempo di ammirare il V11 Tenni, il Cali titanium e la Nevadina, dopo di che il V11 coppa Italia ti conferma che la macchina del tempo ti ha riportato alla vita reale e che domani tornerai a lavorare, anche se con un umore diverso.
Uscendo butto un occhio in officina dove due meccanici "spanati" stanno armeggiando su una Norge fiammante ed il suono del suo bicilindrico mi culla i timpani per qualche secondo prima che lo sguardo mi venga catturato da un telo verde che copre una misteriosa due ruote carenata...Nel frattempo Carlo si è informato per la galleria del vento, che purtroppo non si può visitare per un qualche motivo che non ho ben capito e quindi non ci resta che tornare alla macchina dove ci attende una piacevole sorpresa prima di poter andare finalmente a riempirci lo stomaco (che all'alba delle cinque comincia a reclamare)...sul tetto della Fusion c'è il cellulare di Carlo, che gli era caduto di tasca un'ora e mezza prima e che qualche gentiluomo aveva pensato bene di posare lì, anzichè portarselo via...magie dell'aria Guzzista...
Un enorme ringraziamento va a Carlo, splendido ed insostituibile cicerone in questa avventura, colui che oltre a rimettere a nuovo il mio Stornello mi ha insegnato qualcosa in materia di meccanica, nonché di storia del nostro adorato Marchio e che ha avuto l'onore e la fortuna di conoscere personalmente un genio come Carcano ed un pilota (forse poco conosciuto) come Pasolini...con la speranza di non avervi tediato troppo...

martedì 7 ottobre 2008

CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI...

Citando la celebre canzone di Lucio Battisti vorrei scrivere del post allenamento di ieri sera...dopo la consueta ora e mezza del lunedì, con annessa preparazione atletica con Sergio (ieri sera devastante!!!), negli spogliatoi entra Ale (il nostro coach) e inizia a distribuire le divise e le borse per la nuova stagione...di per sè il momento (almeno per me) aveva un sapore dolcissimo, perchè sapevo di tornare a vestire la casacca numero 8 (non so spiegare quanto sn attaccato a questo numero...) e perdipiù nella squadra del mio paese, la squadra che ho desiderato da quando ho iniziato a giocare...ma le sorprese non erano ancora finite xkè, una volta consegnate le divise a tutti, il coach chiede un momento di attenzione e "consegna ufficialmente la divisa al capitano della squadra di seconda divisione"...IO...bhe, sinceramente non me l'aspettavo e devo dire che questo mi inorgoglisce un po', spero soltanto di essere un buon capitano per questa squadra, che allenamento dopo allenamento cresce come intensità e come gruppo e che mi piace parecchio...speriamo di toglierci parecchie soddisfazioni...

martedì 5 agosto 2008

PREGHIERA


SAGGEZZA SLAVA...

Diceva il grande professore Aza Nikolic ad un suo giocatore che poteva giocare bene, ma perdeva sempre il cosiddetto “attimo” gli disse, nel suo italiano-iugoslavo: “tu sei come mucca, che dopo avere fatto buono latte, dà un calcio a secchio...altra frase celebre è quella che rivolse ad uno dei suoi lunghi, poco propenso alle "sportellate" spalle a canestro, durante un time out si rivolse a lui con un eloquente "tu dovresti ragionare con testa e spingere con culo, invece spingi con testa e ragioni con culo"...

lunedì 28 luglio 2008

IDEA X UNA MAGLIETTA?

stamattina mi arriva una mail che propone un giochetto alla fine del quale ti trovi in mano una frase demenziale...la mia? Eccola...

HO TRUFFATO UNA SIGARETTA NEL LETAME PERCHE' SONO FETISH E ME NE VANTO CON GLI AMICI!


giovedì 24 luglio 2008

ED IL SOGNO SI REALIZZA...

Ieri sera ultimo allenamento stagionale prima della pausa estiva (con i ragazzi della serie D), partitella libera con anche il nuovo acquisto Ciccio (benvenuto!), ma soprattutto grande notizia: Gianni mi ha confermato che la squadra di seconda divisione finalmente si farà, attingendo dalla squadra under 19 e dai ragazzi della serie D, senza aggiunte "straniere"...insomma, una squadra totalmente made in Caravate...Sono strafelice per questa notizia, xkè quando avevo smesso mi ero detto che sarei tornato a giocare solo a Caravate, e finalmente questo desiderio torna realtà...e ora attesa frenetica fino a settembre, prima di immergerci in questa nuova (e ritrovata) avventura...

mercoledì 23 luglio 2008

QUANDO I SOGNI DIVENTANO (QUASI) REALTA'...

Allora...visto che Franz mi bacchetta (ed è troppo curioso per aspettare fino a stasera) mi tocca anticipargli qualchecosa su un'idea che mi frulla dentrilcervelletto da un po'...allora, visto che (a quanto pare) la squadra in seconda potrebbe davvero farsi, avevo pensato che potremmo mettere in piedi un blog "ufficiale" della squadra (curato dai sottoscritti) un po' come quello che Franza tiene per la serie D...che te ne pare?
Cmq hai ragione...dura tirare avanti la mattina in ufficio...dopo vado a far riparare il reattore della sam-mobile, se no stasera siamo a piedi...
BWA-AH-AH!

venerdì 23 maggio 2008

ORGOGLIO CARAVATE!!!!

GRAZIE RAGAZZI!!!!

rubo il titolo del post "originale" per complimentarmi ancora una volta con il fantastico gruppo dei ragazzi della prima squadra, che hanno raggiunto una salvezza storica per la nostra società, garantendosi e garantendoci la permanenza anche per l'anno prossimo nel campionato di serie D...campionato che era partito in maniera sciamboleggiante con una serie di 4 vittorie consecutive, su campi anche difficili, e che era poi proseguito in maniera altalenante fino alla fine, che ci vedeva costretti ai playout contro la compagine di Nova Milanese...fattore campo contro e quindi pronostici a nostro sfavore...ma il gruppo ha ritrovato la sua compattezza splendida e ha saputo conquistare (grazie anche ad un Conto super) l'importantissima vittoria in gara 1, con la consapevolezza di poter chiudere il discorso in casa, cosa che è puntualmente accaduta, con i ragazzi che sono scesi in campo con gli occhi della tigre, concentrati e determinati a portare a casa il risultato...avversari che si sono battuti con onore, ma che non sono mai riusciti a mettere in pericolo il vantaggio accumulato...tifo da serie superiore, con il palaFranzetti ad incitare i nostri per 40 minuti...serata che difficilmente dimenticherò, in attesa di poter giocare di nuovo anche io una partita...
PAGELLE DI UNA STAGIONE
FELIPE: onestamente non il mio play preferito, ma ha giocato una partita eccellente, felice di essere stato smentito...9
MOCIO: adoro il suo modo di stare in campo, fatto di movimenti che apparentemente non costano fatica, uno dei collanti della squadra...9
SIMO: due canestri che neanche lui sa come, e i liberi della sicurezza, quando gioca così è orgasmico...9
CONTO: alla prima azione l'avevo visto aggrappato al canestro, limitato rispetto alla prima gara ma averene di giovanottimi come lui (peccato che lo seghino alla matura!!!!)(che bastardo...)...9
CAP: a cena dice di voler smettere ed ingrassare, dai suoi racconti e a vedere cosa mangia c'è da credergli...il 13 in seconda div. è libero...9
IGNA: se ne va incazzato nero, ma la salvezza a volte è passata anche dalle sue mani...9
TIZZI: per me l'erede del Cap, altro giocatore che mi piace assai per il cuore che mette in campo...9
ANS: non gioca xkè infortunato, xò merita anche lui la passerella d'onore per aver pilotato la squadra per quasi tutto il campionato...9
ROGIA: the king of fattons...potrebe essere un fattore ma si accontenta di essere un fattone, altro pupillo del sottoscritto per la grinta che mette nelle partite, a dispetto del fisico esile...9
FRANZA: non segna una valanga di punti ma segna quelli che contano dalla sua mattonella, in partita dall'inizio svetta una paio di volte con dei balzi da pantera GRANDE FRANZA!!!!...9
DJO: nessuna citazione in merito al coniglione, ma per quanto riguarda il match pochi punti ma tanto lavoro per la squadra, con un assist da cineteca per Franza nel primo tempo...un'ottima alternativa in cabina di pilotaggio...ah, ho ancora negli occhi la tripla in uscita dai blocchi contro Fagnano...devastante...9
ZAC: Gioca poco durante la stagione ma è sempre presente a bordo campo, quando gioca lo menano, forse è meglio la tribuna, ma uno dei veterani della squadra non può non essere citato...9
MARCO: vedi sopra, ma non manca mai un allenamento nè una partita...9
PIT: messo per ultimo ma non meno importante, forse troppo poco utilizzato ma mio personale ispiratore per le maglie da allenamento...9
Il voto è da estendere chiaramente alla dirigenza ed allo staff tecnico, agli altri mebri di questa grande famiglia che è la nostra società...ora ci attende la festa estiva per celebrare i risultati positivi di questa stagione, sperando che porti la notizia di una nuova squadra in seconda divisione...

martedì 1 aprile 2008

sentimenti contrastanti a confronto...

Era il 1° aprile 1976, e la Pallacanestro Varese, allora targata Mobilgirgi,si aggiudicava la Coppa Campioni per la quinta volta, battendo il Real Madrid nella finale di Ginevra. 7.000 gli spettatori nel palasport svizzero, di cui 2.000 italiani.
Mobilgirgi Pallacanestro Varese - Real Madrid CF 81-74 (43-42)
Mobilgirgi Pallacanestro Varese: Iellini, Zanatta 14, Morse 28, Ossola 9, Meneghin 23, Bisson, Campion 7, Rizzi, Gualco, Salvaneschi. (coach: Sandro Gamba)
Real Madrid: Braebender 22, Rullan 2, Cabrera 6, Walter 24, Coughran 16, Ramos, Cristobal 2, Luyk 2, Corbalan, Prada. (coach: Lolo Sainz)
Arbitri: Arabadjan (BUL), Turner (ENG)

Domenica 30 marzo la stessa Pallacanestro Varese, ora targata Cimberio, nel derby casalingo contro l'odiatissima Cantù ha sancito matematicamente la sua seconda retrocessione nella serie cadetta (fatto che comunque tutti si aspettavano da circa metà del girone di andata...); fa specie che questo risultato sia stato ottenuto in una maniera schifosa, con appena 5 vittorie (roba che neanche Desio ai tempi d'oro) in un campionato dal livello così basso che un 35enne come il Poz (massimo rispetto comunque per il giocatore) riesce ancora afare le onde.
Mi ha indispettito inoltre l'atteggiamento societario, che dopo una campagna acquisti estiva all'insegna della varesinità e del "basket frizzantino" ha messo insieme un gruppo di giocatori mediocri (quando non scarsi), affidandoli ad un coach (Velijko Mrsic) che veniva da un fantastico 3/14 nel campionato croato...durante la stagione sarabanda di cambi (sempre più scellerati) e sul pino arriva il Vate (che speravo riuscisse nel secondo miracolo varesino), ma la musica non cambia; poi la mossa (anzi, la cagata) definitiva, via il mio personalmente adorato Romel Beck per far tornare "money D" che in testa ha la chiara idea di furoreggiare in una squadra allo sbando per poi potersi riempire le tasche l'anno prossimo con un bel contrattone...e il finale è quello previsto dai nostri valenti dirigenti, squadra in A2, sedici anni dopo...

sabato 9 febbraio 2008

the diesel tra i cactus!!!!

Da paura...se funziona, questa trade rischia di diventare una roba quasi illegale...ma ve lo vedete M.D.E. (most dominant ever) che gioca a due con Steve Nash? O una front line che schiera man of steel e Amare Stoudamire?
Certo, poi bisogna vedere se Shaq ha ancora il fisico integro...xò è un rischio che correrei volentieri!

giovedì 7 febbraio 2008

basta che curi il postino, no?

...e non aggiungo altro...
anzi, sì, aggiungo un'altra perla dello spogliatoio...
"NON E' BELLO ESSERE BAGNATI, MA NON E' BELLO ESSERE APPICCICATI..."

lunedì 4 febbraio 2008

BASKET = POESIA IN MOVIMENTO

La NBA è lo spettacolo, rapporto intenso, passionale, eterno. E’ un amore così grande che la NBA ogni anno organizza un weekend di festa per auto-celebrare la propria unica espressività d’intrattenimento.
Certo, oggi ogni sport ha il proprio All Star Game, ma diciamolo chiaramente : la festa del basket è la più bella. Perché ? Il basket è poesia in movimento. Tesi che vuole essere spiegata.
Ci sono tanti sport spettacolari, anzi, qualsiasi sport è spettacolare, a cominciare dal calcio dominatore assoluto nel nostro paese. Maradona accarezzava il pallone, Ronaldinho oggi ci balla insieme la samba. Spettacolo, anzi, grandissimo spettacolo.
Ma il basket è un'altra cosa. Nelle vette più alte di entrambi gli sport decidete voi perché anch’io sarò sempre indeciso, se è più bella la galoppata di dribbling di Maradona in Messico o Michael che vola contro i Lakers nelle Finals del ’91 (finse di schiacciare, poi restando in aria appoggiò in layup di sinistro).
Il discorso è un altro, è un discorso globale. Io penso che il basket abbia più elementi di spettacolarità, perché è uno show più vario, fatto di giochi atletici ma di prodezze tecniche, di ragazzi alti 1 e metro e 60 o 2 metri e 30 che con una palla in mano sanno fare di tutto.
In TV lo show più autentico, quello per intenderci del sabato sera si chiama non a caso varietà. Canzoni, balletti, gag comiche, interviste ai vip, “giochi innocenti” e Pippo Baudo che conduce in autobus gli spettatori che dai finestrini hanno appena visto le case sgarrupate del Pallonetto a Santa Lucia e ora mirano il mare e Napoli tutta dalla collina di Posillipo.
Nel basket ci sono assist, rubate, stoppate, tiri sulla sirena, i clutch shots (i tiri che fanno vincere una gara), penetrazioni delle più varie che possono terminare con layup, magari anche rovesciato, oppure con una schiacciata, e qui le forme che questo gesto può prendere si aprono alle più fantasiose soluzioni.
Il basket è poesia in movimento perché la poesia sa essere lirica e decantare le bellezze della vita o di denuncia, e farsi testimone così di un mondo infermo, che ha bisogno della scossa che solo le belle parole che evocano immagini gli può dare.
Il basket è poesia in movimento perché la poesia per me non è un’arida lista di parole che possono capire solo gli intellettuali ma la creazione più pura perché più immediata…due parole…tre…si evoca un immagine…è creatività immediata, istantanea e per questo riflessiva solo del nostro istinto, cioè del nostro talento più profondo che con la poesia emerge in suo piccolo pezzo.
E parla a tutti lo spettacolo del basket, nel godimento di un canestro sudato perché i ragazzini con la riga in mezzo di Princeton hanno ben eseguito i backdoor o in gesto forse inventato così, unica lucida follia… e white chocolate un giorno passò il pallone all’indietro con un colpo di gomito. Colpo di genio, e cosa che su un prato verde non vedrete
MAI.
Aggiungo una cosa…se in una partita di calcio che finisce 1-0 al momento del gol ti passa davanti il bibitaro ti sei giocato il prezzo del biglietto e non hai neanche visto la rete, se in un palazzetto ti perdi un canestro, minimo ne vedi altri 50…
I LOVE THIS GAME.
P.S. Scusa Franz, ma era troppo bella...